By: dynematica On: Aprile 30, 2019 In: Blog Comments: 0

La storia di Internet cominciò nel lontano 1969. Allora si chiamava Arpanet ed il suo scopo non era diventare la “Grande Rete” che tutti oggi conosciamo. I propositi iniziali del progetto, infatti, erano diversi.

Arpanet fu un progetto, con a capo Robert Khan e Vinton Cerf, creato dalla difesa militare americana decisa a mettere in campo una nuova incredibile tecnologia. Lo scambio di informazioni e di dati è stato da sempre un elemento molto analizzato e studiato da parte dei ricercatori in ambito militare: esso rappresenta, infatti, un aspetto strategico per il vantaggio competitivo.

L’obiettivo di fondo del progetto era quello di creare un collegamento a una rete telematica mondiale che permettesse lo scambio di dati in tempi rapidissimi.

Il medesimo scopo venne perseguito anche dal Centro di Ricerca di Calcolo Elettronico dell’Università di Pisa (CNR).

Fu così che il 30 aprile del 1986, da via Santa Maria a pochi passi dalla Torre di Pisa, partì la prima connessione a Internet che ha collegato l’Italia alla Rete Arpanet. Il primo collegamento Internet in Italia fu il frutto di un lavoro che i ricercatori italiani portavano avanti ormai da molti anni. Il fautore della prima connessione vera e propria fu Antonio Blasco Bonito che stabilì per la prima volta una comunicazione tra il nostro Paese e la Rete Arpanet (progenitrice di Internet) negli Stati Uniti.

Di certo non immaginavamo di scrivere un pezzo di storia”, spiega Antonio Blasco BonitoInternet non si chiamava neppure così: noi usavamo la connessione alla rete Satnet, dopo un lungo preliminare burocratico e tecnico tra Telespazio, Italcable e CNR. La realizzazione e la preparazione della strumentazione avvennero importando l’apparecchiatura essenziale dagli Stati Uniti: del resto, sul lato terrestre ci collegavamo a una rete già pronta proprio negli Usa, Arpanet, mentre sul fronte satellitare l’Italia si unì al gruppo europeo che già comprendeva Norvegia, Inghilterra e Germania”.

Si tratta di un traguardo davvero sorprendente: fino a quel momento, infatti, le uniche comunicazioni informatiche intercorse tra i ricercatori e le Università furono le mail che si muovevano all’interno di reti chiuse, caratterizzate da diversi standard di comunicazione. Grazie al collegamento tra Italia e USA del 30 aprile 1986, invece, il nostro paese si collegò ad una rete mondiale in grado di comunicare attraverso un unico standard informatico: il protocollo Tcp/Ip.

Così l’Italia fu tra i primi paesi europei a collegarsi ad Internet insieme a Norvegia, Inghilterra e Germania Ovest. Nel 1987 fu registrato il primo dominio italiano: “cnuce.cnr.it”. Negli anni successivi si lavorò per espandere la rete alle università e ai centri di ricerca e allo sviluppo del protocollo Tcp-Ip.

Un aspetto curioso della vicenda è legato allo scarso rilievo che i media dell’epoca diedero all’accaduto. Purtroppo, in quei giorni il mondo era scosso dal disastro nucleare di Chernobyl, ragione per cui i media dell’epoca diedero ben poco risalto alla notizia.

Il primato del nostro paese nell’ambito della connettività, sfortunatamente, sembra solo un ricordo sbiadito e dimenticato: siamo fanalino di coda nel Vecchio Continente per diffusione e utilizzo della Rete.

Il 30 aprile rimane, quindi, una data da celebrare e ricordare: si tratta dell’Internet Day italiano.

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